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Taglio nastro Agrimont 2024

Inaugurata Agrimont 2024, di scena a Longarone Fiere Dolomiti fino al 24 marzo

Parterre qualificato per il taglio del nastro, con la viceministra Vannia Gava, il senatore Luca De Carlo, assessori regionali di Veneto e Fvg, e Mauro Corona

«Se tutti gli agricoltori del mondo decidessero di smettere di lavorare, il pianeta sparirebbe nel giro di pochi mesi. Perché l’agricoltura è vita e dà cibo e sostanza. In montagna, ancora di più. E i grandi della terra devono cominciare a rendersene conto». Mauro Corona ha scelto accuratamente le parole. Come fa quando scolpisce un tronco: leva il legno in eccesso, fino a dare forma alla scultura. Ed è così anche per la vita sul pianeta, «a cui puoi levare tutto, tranne i contadini». Lo scrittore e scultore ertano, ospite fisso di “È sempre carta bianca”, ha partecipato al taglio del nastro della 43. Agrimont, fiera nazionale dell’agricoltura di montagna, prima di girare per gli stand tra attrezzature agricole e strumenti per la cura del verde, sapori di montagna e prodotti d’eccellenza.

 

AGRICOLTURA E PRESIDIO DEL TERRITORIO

Stand che ospitano 238 marchi aziendali, provenienti da 13 regioni italiane e da 12 Paesi esteri. E che presentano il meglio dell’offerta commerciale per il settore primario e green. Settore che alla cerimonia inaugurale è stato messo sotto i riflettori dalla viceministra Vannia Gava come strumento di presidio del territorio.

«Dobbiamo valorizzare i comparti che funzionano e l’agricoltura funziona» ha detto Gava. «Come Governo abbiamo messo finanziamenti importanti, abbiamo lavorato sulla semplificazione. In montagna vanno creati servizi e aiuti ai giovani in agricoltura, per attrarre investimenti e valorizzare giovani che si innamorino del territorio. Perché l’agricoltura è vero e autentico presidio del territorio».

Dello stesso avviso anche Stefano Zannier, assessore regionale Fvg all’agricoltura e presidente della Fondazione Dolomiti Unesco. «Bisogna sfatare alcuni miti» ha premesso. «Oggi l’agricoltura è diversa da vent’anni fa. La montagna ha caratteristiche inimitabili, ma nessuno lo riconosce e sono stufo di sentirmi dire come si dovrebbe vivere in montagna. Perché può dirmelo solo chi ci vive, perché le idee costruite a tavolino non funzionano. Oggi la montagna è frutto di secoli di cura e tutela di chi ci abita e ci lavora, e non serve che chi vive in un condominio di città ci dica cosa fare. Se rimaniamo riserva indiana, non andiamo da nessuna parte. Se ci lasciano più liberi di agire, forse avremmo risolto tanti problemi, dal presidio del territorio allo spopolamento».

«L’agricoltore è una persona perbene, e l’agricoltore di montagna è perbene due volte, quasi un eroe» ha aggiunto l’assessore regionale veneto Gianpaolo Bottacin. «L’agricoltura è presidio reale della montagna, ma bisogna affrontare queste tematiche senza ideologia. Un esempio? Il taglio degli alberi. La superficie di bosco in Veneto era di 230mila ettari negli anni Cinquanta, oggi è di 450mila ettari. Cosa significa? Che bisogna parlare con cognizione di causa: dove c’erano pascoli, una volta, non c’erano dissesti».

 

AGRICOLTURA E TURISMO

Ma l’agricoltura è anche turismo. Cura e tutela del paesaggio. Perché ci sono poche attività antropiche in grado di pennellare l’ambiente come fa l’agricoltura. Tema sviscerato anche oggi da Agrimont.

«L’agricoltura è alleata del turismo» ha detto il presidente di Longarone Fiere Dolomiti, Michele Dal Farra. «Si dice che in Alto Adige la montagna è un giardino, ma anche noi siamo sulla strada buona. E Agrimont esprime contenuti e strumenti che ci aiutano ad arrivare all’obiettivo».

«Deve esserci una triangolazione costante tra ambiente, agricoltura e turismo» ha aggiunto l’assessore regionale veneto al turismo, Federico Caner. «La Regione Veneto sa bene cosa significa agricoltura in montagna, anche in funzione di ecosistemi che servono alla pianura. Il Bellunese ha appena l’8-10% delle aziende agricole del Veneto, ma nella Pac agricola riceve il 40% degli aiuti regionali. Qual è la sfida futura? La montagna deve reinventarsi, anche pensando che il cambiamento climatico offre opportunità impensabili fino a qualche anno fa».

 

CAPITOLO LUPO

Tra i temi messi sotto la lente dagli esponenti istituzionali, anche il lupo, “croce e delizia” della biodiversità.

«Oggi il lupo, dove rappresenta un problema, va fermato» ha detto l’europarlamentare Gian Antonio Da Re. «Il lupo va controllato e se serve abbattuto» ha aggiunto il senatore Luca De Carlo (presidente commissione agricoltura al Senato). «Dobbiamo stare molto attenti a quell’ideologia che ha ridotto il ruolo dell’agricoltore in giardiniere, anziché in produttore di cibo quale dovrebbe essere. La nostra agricoltura è sostenibile e in montagna lo è ancora di più. Porto solo un esempio: le malghe rappresentano il modello di come si dovrebbe gestire il territorio».

Agrimont sarà aperta anche domani, 17 e il 22-23-24 marzo con orario 9-19 il sabato e la domenica; e 14.30-19 il venerdì.

 

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